Circolo Culturale CABANA
Rovereto (TN) - Via Campagnole, 22
Rappresentazione Teatrale




Video rappresentazione teatrale:


Parte 1
 
Parte 2
 
Parte 3




 
Copione

COME E’ MORTO STEFANO FRAPPORTI?
 

FABIO – LA RAPPRESENTAZIONE DI QUESTA SERA NON E’ UN PARTO DELLA FANTASIA, MA UN FRAMMENTO DI TRISTE, SORDIDA REALTA’. ANCHE SE SPESSO SIAMO STATI COSTRETTI A LAVORARE DI FANTASIA PER LE OMISSIONI DI QUANTI HANNO CONDANNATO STEFANO A MORIRE. Sullo schermo compare una foto di Stefano (o un collage di foto di Stefano).

ELENA – E NOI NON SIAMO ATTORI DI UNO SPETTACOLO TEATRALE, MA CITTADINI CHE INTENDONO CONTRIBUIRE, A LORO MODO, A RESTITUIRE A STEFANO QUELLA DIGNITA’ CHE GLI SPETTA DI DIRITTO. DIGNITA’ CHE ALTRI GLI HANNO RUBATO, PROVOCANDONE LA MORTE.

 (pausa)

 FABIO - LA SERA DEL 21 LUGLIO 2009 UN UOMO DI ROVERETO, STEFANO FRAPPORTI, CABANA PER GLI AMICI, ETA’ 48 ANNI, QUASI 49, DI PROFESSIONE LAVORATORE EDILE, MENTRE TRANSITA IN BICICLETTA PER UNA VIA DELLA CITTA’ VIENE FERMATO DA DUE INDIVIDUI – POI RIVELATISI CARABINIERI IN BORGHESE: IL MARESCIALLO FRANCESCO LANZALOTTO E IL BRIGADIERE ANTONINO INCANDELA – E CONDOTTO IN CASERMA. SONO LE ORE 18.50.

 ELENA - STEFANO E’ INCENSURATO E NON HA MAI AVUTO PROBLEMI CON LA GIUSTIZIA, NE’ CON LE FORZE DELL’ORDINE.

FABIO - ALLE ORE 20.00 CIRCA, IL FERMO VIENE CONVERTITO IN ARRESTO. STEFANO E’ ACCUSATO DI DETENZIONE DI SOSTANZE STUPEFACENTI PER FINI DI SPACCIO. E’ COSI’ TRADOTTO NEL CARCERE DI ROVERETO, A DISPOSIZIONE DEL MAGISTRATO.

LENA - ALLE ORE 23.15 STEFANO E’ RINCHIUSO NELLA CELLA N° 5. MENO DI UN’ORA DOPO, VIENE TROVATO MORTO PER IMPICCAMENTO. 

(pausa)

 FABIO - APPENA UNA MANCIATA DI ORE TRA LA VITA E LA MORTE DI STEFANO. UNA SERATA COME TANTE ASSURDAMENTE FINITA IN TRAGEDIA. PERCHE’? 

 (pausa)

 ELENA - SIAMO QUI, STASERA, NON PER TROVARE UNA QUALCHE IMPROBABILE SPIEGAZIONE ALLA MORTE DI STEFANO, NE’ PER FARE PROCESSI SENZA GIUDICI E SENZA GIURIA. MA NEPPURE SIAMO QUI PER LIMITARCI A RICORDARE STEFANO FRAPPORTI, PER COMMEMORARLO.

 FABIO - VOGLIAMO INVECE – E LO PRETENDIAMO CON FORZA - CHE ALTRI CI DIANO QUELLE RISPOSTE CHE SINORA CI SONO STATE NEGATE, REVOCANDO LE BUGIE CHE CI SONO STATE RACCONTATE. E VOGLIAMO – LO PRETENDIAMO CON FORZA, LO PRETENDIAMO CON RABBIA – CHE I RESPONSABILI DELLA MORTE DI STEFANO, IN QUALUNQUE MODO ESSA SIA AVVENUTA, NON SIANO PIU’ MESSI IN CONDIZIONE DI RIPETERE SIMILI ABUSI.

 ELENA - PER TALI RAGIONI, RITENIAMO IMPORTANTE MANTENERE VIVA LA MEMORIA DI QUESTA STORIA, LE SUE CONTRADDIZIONI, I SUOI MOLTI LATI OSCURI, LA VIOLENZA CHE ESSA SOTTENDE, IL CINISMO, LO SPREGIO PER LA VITA CHE ESSA RICHIAMA.

(pausa)

FABIO - CHI ERA STEFANO FRAPPORTI? CERCHIAMO INNANZITUTTO DI FARCENE UN’IDEA RIVOLGENDO ALCUNE DOMANDE SU DI LUI AI SUOI FAMILIARI E AD ALCUNI SUOI AMICI.

 

Filmato – Voce fuori campo.

        CHE TIPO ERA STEFANO?

-          CHE VITA CONDUCEVA STEFANO? QUALI ERANO I SUOI INTERESSI?

-          QUALI ERANO I SUOI RAPPORTI CON LA FAMIGLIA?

-          QUALI ERANO I SUOI RAPPORTI CON GLI AMICI?

-          QUALE ERA, SECONDO TE, IL MAGGIOR DIFETTO O LIMITE DEL SUO CARATTERE?

-          E POTRESTI INDICARE, INVECE, UN PREGIO DEL SUO CARATTERE?

N.B. Il filmato va montato in modo che, per ogni domanda, si succedano le testimonianze degli intervistati.

 

 

 ELENA – SECONDO IL VERBALE DI ARRESTO, STEFANO FRAPPORTI STAVA TRANSITANDO IN VIA CAMPAGNOLE A BORDO DI UNA BICICLETTA, PROVENENDO DA VIA SAIBANTI. CIRCOLAVA SUL MARCIAPIEDE. POICHE’ VIA CAMPAGNOLE E’ UNA STRADA A SENSO UNICO E STEFANO GIUNGEVA IN SENSO CONTRARIO, CERTAMENTE EGLI AVEVA RITENUTO OPPORTUNO E PRUDENTE PERCORRERE LA VIA MANTENENDOSI SUL MARCIAPIEDE.

 

FABIO – SEMPRE SECONDO IL VERBALE, STEFANO STAVA SOPRAGGIUNGENDO A FORTE VELOCITA’ E CON DIREZIONE BAR BIBENDUM. NON C’E’ MOTIVO DI RITENERE CHE VOLESSE FERMARSI AL BAR, COSI’ COME SEMBRA IMPROBABILE CHE POTESSE TRANSITARE SUL MARCIAPIEDE – ASSAI STRETTO IN QUELLA VIA – A FORTE VELOCITA’. MA COSI’ SOSTIENE IL VERBALE…

CLAUDIO (dal pubblico) – DOVE STAVA ANDANDO?

ELENA – I FAMILIARI HANNO ACCERTATO CHE QUELLA SERA STEFANO AVEVA UN INVITO A CENA IN CASA DI AMICI. ERA UN GIORNO LAVORATIVO, E STEFANO AVEVA DA POCO TERMINATO IL SUO IMPEGNO AL CANTIERE PRESSO CUI PRESTAVA LA SUA ATTIVITA’. SI ERA RECATO A CASA, E ORA STAVA DIRIGENDOSI ALL’APPUNTAMENTO. NON AVEVA MOTIVO, PERCIO’, DI FERMARSI AL BAR SE NON, FORSE, PER ACQUISTARVI QUALCOSA DA PORTARE AGLI AMICI.

 FABIO – RITENENDO CHE IL FRAPPORTI POTESSE DETENERE STUPEFACENTE SULLA PERSONA – SI LEGGE NEL VERBALE – ABBIAMO INTIMATO L’ALT CARABINIERI. MA, A DETTA DEGLI AGENTI, STEFANO NON SI SAREBBE FERMATO, O NON AVREBBE UDITO L’INTIMAZIONE AD ARRESTARSI, PROSEGUENDO LA SUA CORSA SUL MARCIAPIEDE, TANTO CHE UNO DEI DUE AGENTI – IL MARESCIALLO FRANCESCO LANZALOTTO - LO RINCORREVA PER CIRCA 50 METRI RIUSCENDO A FERMARLO QUASI NEI PRESSI DEL BAR BIBENDUM.

Entra il personaggio-Stefano mimando di andare velocemente in bici (tiene in mano un manubrio). Sullo sfondo staziona la sagoma di cartone di un’autovettura, dietro la quale si pone il primo personaggio-agente, mentre il secondo personaggio-agente si avvicina al personaggio-Stefano mimando una corsa.

 

AMALIA (dal pubblico) – MA PERCHE,’ SECONDO GLI AGENTI, C’ERA LA POSSIBILITA’ CHE CABANA DETENESSE ERBA O ALTRO ADDOSSO?

 MARINA (dal pubblico) – E DOVE STAVANO PIAZZATI GLI AGENTI, NEL MOMENTO IN CUI CABANA SOPRAGGIUNGEVA?

ELENA – ANDIAMO PER ORDINE. L’INCREDIBILE AFFERMAZIONE DEL VERBALE, SECONDO CUI STEFANO ERA UN “SOSPETTO” NON E’ AFFATTO SPIEGATA. STEFANO ERA, PER COSI’ DIRE, VESTITO NORMALMENTE, NON AVEVA CAPELLI LUNGHI O BARBA INCOLTA, NON ESIBIVA VISTOSI TATUAGGI, NON ERA CARICO DI PIERSING...

  ROSANNA (dal pubblico) – PERCHE’, UNA PERSONA TATUATA O COI CAPELLI LUNGHI E’ UN POTENZIALE DETENTORE DI FUMO?

 FABIO – BE’ FORSE PER UN AGENTE DELL’ARMA POTREBBE ESSERE UN BUON INDICATORE DELLA SUA PROPENSIONE A FAR USO DI STUPEFACENTI, NON SO…

ELENA – IN OGNI CASO, STEFANO SI PRESENTAVA, PASSATEMI L’ESPRESSIONE, COME UNA PERSONA “NORMALE” CHE TRANSITA IN BICICLETTA SUL FAR DELLA SERA IN UNA VIA ABBASTANZA CENTRALE DELLA CITTA’. E NON RISULTA CHE EGLI FOSSE STATO FATTO OGGETTO DI UN’APPOSITA SEGNALAZIONE, INSOMMA CHE GLI AGENTI STESSERO LA’, QUELLA SERA, PROPRIO PER LUI…

 FABIO – SECONDO QUESITO: DOVE SOSTAVANO GLI AGENTI? QUI CI IMBATTIAMO NELLA PRIMA DELLE INNUMEREVOLI CONTRADDIZIONI DEI VERBALI. A GIUDICARE DA QUANTO RIPORTATO POC’ANZI, ESSI SI TROVAVANO ALL’INIZIO DI VIA CAMPAGNOLE, OSSIA NELLE ADIACENZE DEL LARGO GENERALE DALLA CHIESA E DELLA LORO CASERMA. SOLO COSI’, INFATTI, SAREBBE TEORICAMENTE POSSIBILE CHE L’AGENTE ABBIA RINCORSO STEFANO PER CIRCA 50 METRI, RAGGIUNGENDOLO IN PROSSIMITA’ DEL BAR BIBENDUM, LOCALE CHE SI TROVA DALLA PARTE OPPOSTA DEL LARGO GENERALE DALLA CHIESA, PRATICAMENTE ALLA CONFLUENZA CON VIA RIVA.

ELENA – ABBIAMO RIPORTATO SULLO SCHERMO LA POSIZIONE CHE, IN BASE A QUANTO SCRITTO NEL VERBALE, GLI AGENTI AVREBBERO TENUTO, RISPETTO ALLA BICICLETTA DI STEFANO. Viene proiettata la PRIMA SLIDE, dove è raffigurata la scena che si sta descrivendo, mostrando la posizione assunta dai suoi protagonisti.

FABIO – TUTTAVIA, IN ALTRA PARTE DEL MEDESIMO VERBALE SI DICE CHE GLI AGENTI STAZIONAVANO NEI PRESSI DEL BAR BIBENDUM, IN QUANTO STAVANO TENENDO SOTTO OSSERVAZIONE IL LOCALE, SUPPOSTAMENTE FREQUENTATO DA CONSUMATORI DI SOSTANZE STUPEFACENTI. PERTANTO, GLI AGENTI NON POTEVANO TROVARSI ALL’INIZIO DI VIA CAMPAGNOLE, MA ALLA FINE DELLA STESSA, DOVE E’, APPUNTO, SITUATO IL BAR IN QUESTIONE.

Viene proiettata la SECONDA SLIDE, che mostra la nuova situazione.

 

 

ELENA – IL VERBALE, PUR CONTRADDITTORIO, INSISTE SUL FATTO CHE GLI AGENTI IN BORGHESE STAVANO EFFETTUANDO UN SERVIZIO DI O.C.P., OSSIA DI OSSERVAZIONE, CONTROLLO E PEDINAMENTO FINALIZZATO ALLA PREVENZIONE E ALLA REPRESSIONE DEI REATI INERENTI GLI STUPEFACENTI – UN SERVIZIO DI POLIZIA GIUDIZIARIA, QUINDI -  PER CUI ERA GIUSTIFICATA LA LORO PRESENZA NEI PRESSI DEL BAR ALL’INSEGNA BIBENDUM. SEMPRE SECONDO IL VERBALE, ALL’ESTERNO DEL BAR SI TROVAVANO ALCUNI GIOVANI, PERALTRO NON IDENTIFICATI, MENTRE ALL’INTERNO VI ERANO ALCUNI AVVENTORI, ANCH’ESSI NON IDENTIFICATI.

FABIO – MA ESISTONO BEN TRE TESTIMONI OCULARI, CHE QUELLA SERA SI TROVAVANO DAVANTI AL BAR, I QUALI HANNO UNANIMEMENTE DICHIARATO QUANTO SEGUE:

ELENA – 1) CHE LA PATTUGLIA, A BORDO DI AUTO PRIVATA, E’ SOPRAGGIUNTA RAPIDAMENTE DALLA VIA RIVA, FERMANDOSI NEI PRESSI DEL BAR MENTRE VI GIUNGEVA STEFANO IN BICICLETTA, PROVENIENTE DALLA PARTE OPPOSTA. DUNQUE L’AUTOVETTURA NON STAZIONAVA LI’ IN PRECEDENZA; TANTOMENO SI TROVAVA NELLE VICINANZE DELLA CASERMA;

2) NON E’ STATO INTIMATO ALCUN ALT A STEFANO, MA UNO DEI DUE AGENTI HA BLOCCATO STEFANO VICINO AL BAR, MENTRE L’ALTRO AGENTE RIMANEVA A BORDO DELL’AUTOVETTURA.

Viene proiettata la TERZA SLIDE, che mostra la nuova situazione.

 

 

FABIO – 3) L’AGENTE CHE HA BLOCCATO STEFANO GLI HA CONTESTATO DI ESSERE PRECEDENTEMENTE PASSATO CON IL SEMAFORO ROSSO E DI AVERE, PER DI PIU’, TAGLIATO LA STRADA ALLA LORO AUTOVETTURA. IN SOSTANZA, GLI HA CONTESTATO UN’INFRAZIONE AL CODICE DELLA STRADA, PUNIBILE CON UNA CONTRAVVENZIONE.

SEMPRE SECONDO I TESTIMONI NON VI SAREBBE STATA, SUL POSTO, ALCUNA PERQUISIZIONE, E PERSINO ALCUN ACCERTAMENTO DELL’IDENTITA’ DI STEFANO. L’AGENTE AVREBBE INVECE, CON ATTEGGIAMENTO AGGRESSIVO E ARROGANTE, PRETESO CHE STEFANO LO SEGUISSE IN CASERMA, PER UN CONTROLLO. STEFANO AVREBBE, INIZIALMENTE, OPPOSTO QUALCHE RESISTENZA, QUINDI SI SAREBBE RASSEGNATO A SEGUIRE GLI AGENTI IN CASERMA.

Il personaggio-Stefano torna sulla scena reggendo il manubrio e mima di pedalare, ma più lentamente che in precedenza. Dalla sua stessa parte gli si para la sagoma di cartone dell’autovettura degli agenti. Uno di essi rimane all’interno dell’auto, mentre il secondo blocca il personaggio-Stefano, agitando le braccia e scuotendolo. Mima il semaforo e la bici che ha tagliato la strada alla loro auto. Gli intima di seguirlo in Caserma. Il personaggio-Stefano fa inizialmente no con il capo, si oppone, ma l’agente lo scuote ancora, e alla fine il personaggio-Stefano segue l’agente, portandosi sul fondo della scena e prendendo con sé il manubrio. Nel frattempo si porta sul fondo anche il secondo personaggio-agente, portando con sé la sagoma dell’autovettura. 

ELENA – DUNQUE, I “GIOVANI” DI CUI PARLA IL VERBALE SAREBBERO QUESTI STESSI TRE TESTIMONI, I QUALI SONO DI ETA’ COMPRESA FRA I 44 E I 62 ANNI.

INOLTRE, C’E’ UN SINGOLARE CONTRASTO FRA LE DUE VERSIONI, QUELLA UFFICIALE E QUELLA CHE EMERGE DAI TESTIMONI OCULARI: 1) GLI AGENTI STAZIONAVANO LUNGO LA VIA O SONO GIUNTI SUL POSTO NEL MOMENTO STESSO DELL’ARRIVO DI STEFANO IN BICICLETTA? 2)  GLI AGENTI STAVANO SVOLGENDO UN SERVIZIO DI PREVENZIONE E REPRESSIONE DEI REATI INERENTI GLI STUPEFACENTI, OVVERO, NELL’AMBITO DI UN NORMALE SERVIZIO DI PATTUGLIA, SI AVVIDERO DELL’INFRAZIONE DI STEFANO AL CODICE DELLA STRADA E INTESERO FERMARLO PER CONTESTARGLIELA?

 ARMANDA (dal pubblico) – MA COME MAI, PER UNA SEMPLICE INFRAZIONE AL CODICE DELLA STRADA, PRETESERO CHE CABANA LI SEGUISSE IN CASERMA?

FABIO – BELLA DOMANDA. UNA DELLE TANTE CHE, AL MOMENTO, NON HA RISPOSTA.

 ELENA - SI PUO’ SUPPORRE CHE QUELLA DI ESSERE PASSATO COL ROSSO FOSSE SOLO UNA SCUSA PER PROCEDERE AD ULTERIORI ACCERTAMENTI SULLA PERSONA DI STEFANO SENZA TROPPA, PER COSI’ DIRE, PUBBLICITA’, DATA LA PRESENZA DI PERSONE AL DI FUORI DEL BAR.

FABIO – OPPURE CHE, AL MOMENTO DEL FERMO, STEFANO SIA APPARSO AGLI OCCHI DEGLI AGENTI COME UNA PERSONA CONFUSA, INCERTA, FORS’ANCHE EVASIVA, E PERCHE’ NO, AMBIGUA. ALLORA, FORSE, I DUE AGENTI POTREBBERO AVER AVUTO IL SOSPETTO CHE NASCONDESSE QUALCOSA SULLA SUA PERSONA, POTREBBERO AVER PENSATO A UN “COLPO DI FORTUNA”, PER COSI’ DIRE.

STEFANO (dal pubblico) – CIOE’?

 ELENA – FERMARE UN TIZIO QUALSIASI PER UN’INFRAZIONE STRADALE E VEDERSELO TRASFORMARE IN UNO SPACCIATORE… UN BEL COLPO DAVVERO, PER DUE AGENTI IN CERCA DI MICROGLORIA…

 FABIO – MA C’E’ ANCHE UN’ALTRA POSSIBILE SPIEGAZIONE. CHE EFFETTIVAMENTE GLI AGENTI FOSSERO PARTICOLARMENTE RISENTITI DEL FATTO CHE, A LORO GIUDIZIO, STEFANO AVEVA COMMESSO UNA GRAVE MANCANZA VIOLANDO LA SEGNALAZIONE DI ARRESTO AL SEMAFORO E TAGLIANDOGLI LA STRADA. E VOLEVANO FARGLELA PAGARE. (pausa)

PER QUANTO TALE COMPORTAMENTO PUO’ SEMBRARE RIDICOLO E MESCHINO, ESSO E’ IN GRADO DI SPIEGARE MOLTE COSE. E IN PARTICOLARE L’INCONGRUENZA FRA CIO’ CHE E’ RIPORTATO SUL VERBALE, OSSIA IL FERMO DI STEFANO IN QUANTO SOSPETTO DI DETENERE DROGA, E LA TESTIMONIANZA DELLE PERSONE CHE SOSTAVANO DAVANTI AL BAR BIBENDUM, LE QUALI CONCORDANO SULLA CONTESTAZIONE DELL’INFRAZIONE STRADALE.

 ELENA – MA QUESTE, OVVIAMENTE, SONO SOLO SUPPOSIZIONI…

FABIO – DUNQUE, STEFANO SEGUE GLI AGENTI IN CASERMA. CIO’ CHE AVVENNE IN QUELLA CASERMA CE LO DICONO SOLTANTO I VERBALI DEI CARABINIERI.

 ELENA – SECONDO IL VERBALE DI ARRESTO, STEFANO SI SAREBBE MOSTRATO AGITATO E TREMOLANTE NELL’ESPORRE… LE SUE GENERALITA’  E IL MOTIVO DELLA PRESENZA IN QUEL LUOGO.

 EMANUELE (dal pubblico) – IN QUALE LUOGO? CABANA STAVA SOLTANTO TRANSITANDO PER VIA CAMPAGNOLE! PERCHE’ MAI UNO DOVREBBE RENDERE CONTO AI CARABINIERI DEL FATTO CHE STA ANDANDO IN BICICLETTA?

 FABIO – (ignorando l’osservazione) PERQUISITO, NON GLI TROVANO NULLA INDOSSO, SE NON UNA SOMMA CHE GLI AGENTI GIUDICANO ASSAI SOSPETTA…

 ELENA – GIA’, ALTAMENTE SOSPETTA: BEN 110 EURO, E PRECISAMENTE DUE BIGLIETTI DA 50 EURO E DUE DA 5 EURO.

Fabio (1° conduttore) prende dal tavolo quattro banconote e le mostra enfaticamente al pubblico, indugiando sulle caratteristiche formali delle banconote, con evidente ironia.

 GRAZIELLA (daL pubblico) – 110 EURO NEL PORTAFOGLIO SAREBBERO SOSPETTI, PER I CARABINIERI?

 MASSIMO (dal pubblico) – E CHI E’ CHE NON HA UN CENTINAIO DI EURO APPRESSO? PER QUELLO CHE CI SI PUO’ COMPRARE, POI…

 FABIO – MA IN CASERMA – E QUI ENTRIAMO NELLA DIMENSIONE DEL SURREALE – STEFANO SPONTANEAMENTE – SOTTOLINEO, SPONTANEAMENTE, COME E’ TESTUALMENTE RIPORTATO NEL VERBALE DI PERQUISIZIONE – AMMETTE DI POSSEDERE PRESSO LA PROPRIA ABITAZIONE UN QUANTITATIVO DI HASHISH SUFFICIENTE AL CONFEZIONAMENTO DI 2 SPINELLI.

Entrano i tre personaggi già conosciuti, che mimano i due agenti e Stefano. Quest’ultimo viene perquisito da uno dei due personaggi-agenti, mentre l’altro controlla il documento che ha in tasca, poi le banconote, mostrando di esserne impressionato come se avesse colto in flagrante il personaggio-Stefano. E lui mima di confessare spontaneamente, sorridendo, che a casa sua ci sono due spinelli. Fa il verso di fumare e di godere di quel fumo, e indica due con la mano. I personaggi-agenti si complimentano con lui per la collaborazione stringendogli la mano.

CLAUDIO (dal pubblico) – NON GLI HANNO TROVATO NIENTE ADDOSSO, E LUI SI TAGLIA I COSIDDETTI SPIFFERANDO DI AVERE A CASA UN PO’ DI FUMO???

 AMALIA (dal pubblico) – MA QUESTO E’ASSURDO!? CHI PUO’ CREDERE A UNA SIMILE ENORMITA’?

ELENA – QUESTO, INFATTI, E’ UNO DEI LATI PIU’ GROSSOLANI E INVEROSIMILI DI TUTTA LA MALEDETTA FACCENDA. QUI SI E’ AMPIAMENTE SUPERATO IL SENSO DEL RIDICOLO.

MA IMMAGINIAMO PER UN MOMENTO CHE, INVECE, SIA ANDATA COSI’:

I due personaggi-agenti scuotono il personaggio-Stefano per fargli confessare il possesso domiciliare di hashish. Questi alla fine ammette di avere solo 2 spinelli, mimando con la mano. UNA BELLA RIPASSATA, PER FARGLI AMMETTERE CIO’ CHE SPONTANEAMENTE NON AVREBBE MAI CONFESSATO.

 MARINA (dal pubblico) – LE FORZE DELL’ORDINE SANNO, AL MOMENTO OPPORTUNO, COME FAR COLLABORARE I RIOTTOSI…

 ROSANNA (dal pubblico) – MA, SE L’HANNO FERMATO PER ESSERE PASSATO COL ROSSO IN BICICLETTA E NON  GLI HANNO TROVATO NIENTE ADDOSSO, CHE MOTIVO AVEVANO I CARABINIERI DI INSISTERE SULLA PISTA DELLA DROGA?

 ELENA – E’ UNO DEI TANTI MISTERI CHE VORREMMO CI FOSSERO SVELATI.

 FABIO - SE, COME E’ POSSIBILE, GLI AGENTI FOSSERO STATI PARTICOLARMENTE IRRITATI DEL FATTO  CHE STEFANO AVESSE TAGLIATO LORO LA STRADA PASSANDO COL SEMAFORO ROSSO, POTEVANO DESIDERARE DI FARGLIELA PAGARE IN QUALCHE MODO, MAGARI APPIOPPANDOGLI UN’ACCUSA DI SPACCIO… LA CONFESSIONE DI STEFANO – PIU’ O MENO SPONTANEA – DI POSSEDERE PRESSO LA PROPRIA ABITAZIONE DELL’HASHISH PER CONFEZIONARE UN PAIO DI SPINELLI GLIENE DA’ L’OCCASIONE. E’ LA COSIDDETTA PISTA DELLA VENDETTA, O SE PREFERITE, DELLA RITORSIONE. UNA DELLE MOLTE IPOTESI. NON LA PIU’ INVEROSIMILE. CERTAMENTE LA PIU’ SQUALLIDA.

 ELENA - MA ANDIAMO AVANTI. ATTESO QUANTO SOPRA, E’ SCRITTO NEL VERBALE, SI EFFETTUAVA PERQUISIZIONE DOMICILIARE, ALLA PRESENZA DI STEFANO E DI NESSUN ALTRO.

 FABIO – EVIDENTEMENTE NON C’E’ TEMPO PER RICHIEDERE UN MANDATO DAL MAGISTRATO, E POI IL FRAPPORTI STA COLLABORANDO, DUNQUE…

 

Sullo schermo appare l’abitazione di Stefano, e in particolare le foto della cameretta e del corridoio, dove è situata la scarpiera.

 

 

 

 

ELENA – LA COLLABORAZIONE DI STEFANO, SECONDO GLI AGENTI, PROSEGUE DURANTE LA PERQUISIZIONE DOMICILIARE. STEFANO INDICA, INFATTI, IN UNA CAMERETTA, UN CASSETTO DOVE AVREBBE DOVUTO ESSERCI, APPUNTO, L’EQUIVALENTE DI 2 SPINELLI.

Rientrano i tre personaggi già conosciuti. Il personaggio-Stefano indica con la mano ai due personaggi-agenti il posto dove avrebbero trovato gli spinelli, mimando il godimento del fumo come in precedenza. Gli agenti si complimentano con lui stringendogli la mano, come in precedenza.   

 

 

FABIO – MA – ALTRA INCREDIBILE CIRCOSTANZA – NEL CASSETTO INDICATO DA STEFANO GLI AGENTI TROVANO, ANZICHE’ IL QUANTITATIVO DI HASHISH SUFFICIENTE AL CONFEZIONAMENTO DI DUE SPINELLI, UN PEZZETTO DI HASHISH DEL PESO DI GRAMMI 35,936, UN FOGLIO DI CELLOPHANE 30X40, UN TAGLIERINO  E DUE CONTENITORI DI PLASTICA CON ALL’INTERNO SEMI DI MARIJUANA RISPETTIVAMENTE PARI A GRAMMI 6,230 E 9,358.

Elena (2° conduttore) preleva uno ad uno gli oggetti elencati da Fabio (1° conduttore), facendoli vedere al pubblico. 

 

 

ARMANDA (dal pubblico) – INSOMMA, PIU’ DI MEZZO ETTO….

 

 

ELENA – ESATTO. 51,524 GRAMMI, PER LA PRECISIONE. QUANTI SPINELLI SI POSSONO CONFEZIONARE CON OLTRE MEZZ’ETTO DI HASHISH O DI MARIJUANA? 40? 50?

 

 

STEFANO (dal pubblico) – OPPURE UN CANNONE DI PROPORZIONI GALATTICHE!

 

 

EMANUELE (dal pubblico) – E STEFANO GLI AVREBBE SPONTANEAMENTE INDICATO IL POSTO DOVE TROVARE MEZZO ETTO DI FUMO?

 

 

GRAZIELLA (dal pubblico) – E POI, CHIUNQUE ORMAI SA CHE UN CONTO SONO UN PAIO DI SPINELLI, UN ALTRO E’ POSSEDERE MEZZ’ETTO DI FUMO. NEL PRIMO CASO C’E’ SOLO CONSUMO, NEL SECONDO E’ SPACCIO BELLO E BUONO!

 

 

FABIO – NON HA SENSO, VERO? MA FORSE PER DEI CARABINIERI… (pausa).

DUNQUE, RIASSUMIAMO: STEFANO AMMETTE IN CASERMA DI AVERE IN CASA DELL’HASHISH PER CONFEZIONARE DUE SPINELLI, DICIAMO DUE GRAMMI PIU’ O MENO. POI SPONTANEAMENTE INDICA AGLI AGENTI IL LUOGO DOVE QUESTI TROVANO PIU’ DI CINQUANTA GRAMMI DI SOSTANZA STUPEFACENTE, OSSIA UN QUANTITATIVO ASSAI SUPERIORE, CHE FA SCATTARE L’ACCUSA DI SPACCIO. COME MAI? COSA PUO’ AVER CONDOTTO STEFANO – SEMPRE TENENDO FEDE A CIO’ CHE AFFERMANO I CARABINIERI – A COMPORTARSI IN UN MODO TANTO IRRAGIONEVOLE? AMNESIA? SFRENATO SENSO DI COLPA? MASOCHISMO PURO?

 

 

ELENA – E SE FOSSE AVVENUTO QUALCOSA DI DIVERSO? PER ESEMPIO:

Mentre un personaggio-agente parla con il personaggio-Stefano e lo distoglie dal vedere cosa fa il secondo agente, quest’ultimo introduce, non visto, nel cassetto un pezzetto di hashish, fingendo poi di trovarlo e scuotendo il dito in direzione del personaggio-Stefano, poi andando verso di lui e tirandogli un orecchio, come se avesse commesso una marachella. Il personaggio-Stefano si mette le mani nei capelli.

COME D’INCANTO SI MATERIALIZZA FRA LE MANI DELL’AGENTE UN PEZZETTO DI HASHISH CHE PRIMA NON C’ERA, E IL GIOCO E’ FATTO. NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA CHE SUCCEDE. INUTILE CHE VI DICA, INFATTI, CHE E’ UN GIOCHETTO BEN SPERIMENTATO…

TORNA A RIAFFACCIARSI COSI’ LA TESI DELLA VENDETTA. GLI AGENTI VOGLIONO FARLA PAGARE A STEFANO, SONO ARRABBIATI CON LUI. (pausa) QUALE MODO MIGLIORE CHE QUELLO DI TROVARGLI A CASA UN BEL PO’ DI FUMO?

 

 

FABIO – IN OGNI CASO, SEMPRE SECONDO IL VERBALE, STEFANO DICHIARA A QUESTO PUNTO DI NON POSSEDERE ALTRO. MA GLI AGENTI DECIDONO DI CONTINUARE LA PERQUISIZIONE. E HANNO, COME SUOL DIRSI, UN BEL COLPO DI…. FORTUNA…

 

 

ELENA – UNA FORTUNA DAVVERO! POICHE’ IN TEMPO RECORD TROVANO, SOTTO UNA SCARPIERA, ABILMENTE OCCULTATO UN ALTRO QUANTITATIVO DI HASHISH DEL PESO DI GRAMMI 62,480, OLTRE A UNA DECINA DI GRAMMI CIRCA DI MARIJUANA IN UN CASSETTO DELLA CUCINA. SEMPRE IN CUCINA, RINVENGONO UN COLTELLINO INTRISO DI HASHISH – COSI’ RIPORTA, TESTUALMENTE, IL VERBALE - E UN BILANCINO CON IL PIATTO UGUALMENTE INTRISO DI HASHISH. SEGNO INEQUIVOCABILE DEL FATTO CHE IL FRAPPORTI SAREBBE STATO NON UN SEMPLICE CONSUMATORE, MA UNO BIECO SPACCIATORE DI SOSTANZA STUPEFACENTE.

 

 

MASSIMO (dal pubblico) – INTRISO? CHE VUOL DIRE INTRISO?

 

 

FABIO –  GLI AGENTI DELL’ARMA, SI SA, NON HANNO GRANDE DIMESTICHEZZA CON LA LINGUA ITALIANA. NEL VERBALE DI ARRESTO, AD ESEMPIO, E’ SCRITTO CHE, FRA LE ALTRE COSE, DURANTE LA PERQUISIZIONE VIENE RINVENUTA UNA TAGLIERINA, MENTRE NEL VERBALE DI PERQUISIZIONE SI FA RIFERIMENTO A UN TAGLIERINO. I DUE OGGETTI SONO TOTALMENTE DIFFERENTI, COME E’ NOTO. COSI’, IL VERBO “INTRIDERE” IMPLICA L’ASSORBIMENTO DI UNA SOSTANZA LIQUIDA DA PARTE DI UN SOLIDO PERMEABILE (UNA SPUGNA, AD ESEMPIO, E’ INTRISA D’ACQUA). SUPPONGO CHE VOLESSERO AFFERMARE CHE TANTO SUL COLTELLINO QUANTO SUL PIATTO DELLA BILANCIA C’ERANO TRACCE DI HASHISH… (Il conduttore apre le braccia in un gesto di sconforto).

 

 

ELENA – DEL RESTO, ANCHE A QUESTA STORIA DEL COLTELLINO E DELLA BILANCIA CON TRACCE DI HASHISH I FAMILIARI DI STEFANO NON HANNO MAI CREDUTO NEPPURE PER UN MOMENTO…

 

 

FABIO – SI’ PERCHE’, A PARTE LA CONVINZIONE CHE STEFANO NON POSSEDESSE DEL FUMO, O PERLOMENO NON NE POSSEDESSE NELLA QUANTITA’ CHE GLI AGENTI DICONO DI AVERGLI TROVATO IN CASA, STEFANO ERA DA LORO CONSIDERATO UN VERO E PROPRIO MANIACO DELL’ORDINE, PER CUI, A LORO AVVISO, NON AVREBBE MAI LASCIATO NELLA PROPRIA ABITAZIONE DEGLI OGGETTI SPORCHI O TRATTATI IN MODO TRASCURATO.

 

 

 

 

 

 

ELENA –  MA C’E’ DI PIU’. DI VOLTA IN VOLTA, NEI DUE VERBALI, SI PARLA DEL RINVENIMENTO, DURANTE LA PERQUISIZIONE DOMICILIARE, DI UN BILANCINO O DI UNA BILANCIA. MARCA BIFINETT. COME QUESTA:

Fabio (2° conduttore) va al tavolo e vi preleva una bilancia da cucina.

QUESTO PREGEVOLE STRUMENTO, ESTREMAMENTE SOFISTICATO, MIRACOLO DI ALTISSIMA TECNOLOGIA, E’ STATO DA NOI ACQUISTATO…. (pausa) AL SUPERMERCATO LIDL, NOTO CENTRO FORNITORE DI ARTICOLI PER SPACCIATORI, COME TUTTI BEN SANNO. LO ABBIAMO PAGATO L’ASTRONOMICA CIFRA DI 9,90 EURO. E’ IN TUTTO SIMILE A QUELLA POSSEDUTA DA STEFANO.

 

 

FABIO –  QUESTA, IN LINGUA ITALIANA, SI CHIAMA BI-LAN-CIA. SIA PURE UNA BILANCIA DI PRECISIONE, UTILE PER CHI DEVE FARE UNA DIETA, AD ESEMPIO. QUESTO, INVECE

Elena (2° conduttore) prende dal tavolo un bilancino e lo mostra alla platea

QUESTO E’ UN BI-LAN-CI-NO, ADATTO ALLA PESATURA DI PICCOLISSIME QUANTITA’. VIENE – O MEGLIO VENIVA, POICHE’ ORMAI APPARTIENE, PER COSI’ DIRE, ALLA PREISTORIA - SOLITAMENTE USATO DAGLI ORAFI,  O DAI CHIMICI. SEBBENE SUPERATO, QUESTO STRUMENTO PUO’ PESARE SINO AL CENTESIMO DI GRAMMO. LA BILANCIA DELLA LIDL, INVECE, MISURA AL MASSIMO UN GRAMMO. MA SE VOI PROVATE A PESARVI UN OGGETTO CHE EFFETTIVAMENTE PESA UN GRAMMO, NON RIUSCIRA’ A LEGGERLO, O VI DARA’ UN RISULTATO INATTENDIBILE. IMMAGINATEVI UNO SCALTRO E NAVIGATO SPACCIATORE DI SOSTANZE STUPEFACENTI CHE PESA L’HASHISH O LA MARIJUANA CON UNA BILANCIA ACQUISTATA IN UN HARD DISCOUNT AL PREZZO DI EURO 9,90…

 

 

ELENA –  SI POTREBBE PENSARE, A QUESTO PUNTO, CHE GLI AGENTI ABBIANO PROCEDUTO A UNA PERQUISIZIONE MINUZIOSA, CAPILLARE, METTENDO A SOQQUADRO L’ABITAZIONE DI STEFANO, COME AVVIENE IN QUESTI CASI. INVECE NO. DA NESSUN’ALTRA PARTE HANNO CERCATO. NASCONDIGLI, IN UNA CASA, CE NE SONO TANTI, MA NO, GLI AGENTI SI LIMITANO A FRUGARE IN UN PAIO DI CASSETTI E SOTTO UNA SCARPIERA, TUTTO QUI. TANT’E’ CHE LA DICHIARAZIONE DI ARRESTO, SUCCESSIVA ALLA PERQUISIZIONE DOMICILIARE, VIENE COMUNICATA A STEFANO ALLE ORE 20.00, OSSIA DOPO CIRCA UN’ORA DAL SUO FERMO.

 

 

CLAUDIO (dal pubblico) – SONO ANDATI A COLPO SICURO!

 

 

FABIO –  GIA’, COSI’ PARE. E TUTTAVIA RISULTA ASSAI SINGOLARE, QUESTA PERQUISIZIONE. PERCHE’ ANCHE A UN PROFANO VERREBBE IN MENTE CHE, SE IN UN APPARTAMENTO VIENE TROVATO IN UNA MANCIATA DI MINUTI PIU’ DI UN ETTO DI SOSTANZA STUPEFACENTE, C’E’ LA FONDATA POSSIBILITA’ DI TROVARNE ALTRI QUANTITATIVI FRUGANDO DAPPERTUTTO.

 

 

ELENA –  MA CIO’ NON SI VERIFICA. TRA L’ALTRO, TUTTO AVVIENE IN MODO FULMINEO, IN QUESTA OSCURA VICENDA….

Vengono proiettate la QUARTA e la QUINTA SLIDE, che mostrano la successione cronologica degli eventi.

AMALIA (dal pubblico) – COME CORRONO QUESTI CARABINIERI! NEANCHE FOSSERO BERSAGLIERI… 

 

 

ELENA –  IN OGNI CASO, STEFANO VIENE ARRESTATO CON L’ACCUSA DI DETENZIONE DI SOSTANZE STUPEFACENTI PER FINI DI SPACCIO. TRA I BENI SEQUESTRATI FIGURA ANCHE IL DENARO TROVATOGLI IN TASCA – 110 EURO – E IL SUO CELLULARE.

SUL VERBALE DI SEQUESTRO VENGONO ENTRAMBI DEFINITI FONTI DI PROVA DEL REATO. MA NESSUN VERBALE DICHIARA DI AVER TROVATO SUL CELLULARE DI STEFANO NUMERI TELEFONICI, DICIAMO, COMPROMETTENTI. EPPURE, ANCHE IL CELLULARE, COME I 110 EURO, E’ CONSIDERATO DAGLI AGENTI UNA PROVA DELLA SUA ATTIVITA’ DELITTUOSA.

 

 

MARINA (dal pubblico) – MA COME MAI VIENE ARRESTATO, ANZICHE’ DENUNCIATO A PIEDE LIBERO? ANCHE ASSUMENDO COME VERA LA VERSIONE UFFICIALE, ERA TANTO GRAVE IL SUO REATO? STEFANO NON ERA INCENSURATO?

 

 

FABIO – E QUI ABBIAMO UN’ALTRA PERLA DI QUESTA COLLANA DI ABUSI E SCHIFEZZE VARIE. PERCHE’ NEL VERBALE SI LEGGE CHE STEFANO SAREBBE STATO ARRESTATO PER IL REATO DI CUI ALL’ART. 73 COMMA 5 DEL DPR 309/90, OSSIA DELLA NORMATIVA IN MATERIA DI STUPEFACENTI. CONSENTITECI DI ANNOIARVI CON DEI DETTAGLI DA AZZECCAGARBUGLI, MA OCCORRE CHE SAPPIATE, CHE TUTTI SAPPIANO CIO’ CHE E’ STATO FATTO AI DANNI DI STEFANO. CITO TESTUALMENTE TALE ARTICOLO: QUANDO, PER I MEZZI, PER LE MODALITA’ O LE CIRCOSTANZE DELL’AZIONE OVVERO PER LA QUALITA’ E QUANTITA’ DELLE SOSTANZE, I FATTI PREVISTI DAL PRESENTE ARTICOLO SONO DI LIEVE ENTITA’, SI APPLICANO ECCETERA ECCETERA ECCETERA….

 

 

 

 

ELENA –   INSOMMA, CI TROVIAMO DI FRONTE A UN FATTO DI LIEVE ENTITA’. D’ALTRA PARTE, L’ART. 380 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE, IL QUALE ELENCA UNA SERIE DI REATI PER I QUALI E’ PREVISTO L’ARRESTO OBBLIGATORIO, TRA QUESTI RICOMPRENDE ANCHE – CITO TESTUALMENTE - I DELITTI CONCERNENTI SOSTANZE STUPEFACENTI E PSICOTROPE PUNITI A NORMA DELL’ART. 73 DEL DPR 309/90, SALVO CHE RICORRA LA CIRCOSTANZA PREVISTA DAL COMMA 5 DEL MEDESIMO ARTICOLO. IN SOSTANZA, SE RICORRE IL COMMA 5, L’ARRESTO NON E’ PIU’ OBBLIGATORIO, MA FACOLTATIVO.

 

 

ROSANNA (dal pubblico) – QUESTO SIGNIFICA CHE GLI AGENTI POTEVANO PROCEDERE O NON PROCEDERE ALL’ARRESTO, A LORO DISCREZIONE?

 

 

FABIO –   NO, NON E’ COSI’. FACOLTATIVITA’ NON EQUIVALE A DISCREZIONALITA’. INFATTI, IL SUCCESSIVO ART. 381 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE, CHE DISPONE I CASI DI ARRESTO FACOLTATIVO, DICE TESTUALMENTE: NELLE IPOTESI PREVISTE DAL PRESENTE ARTICOLO SI PROCEDE ALL’ARRESTO IN FLAGRANZA SOLTANTO SE LA MISURA E’ GIUSTIFICATA DALLA GRAVITA’ DEL FATTO OVVERO DALLA PERICOLOSITA’ DEL SOGGETTO DESUNTA DALLA SUA PERSONALITA’ O DALLE CIRCOSTANZE DI FATTO.

 

 

ELENA –   MA LA GRAVITA’ DEL FATTO E’ ESCLUSA DAL COMMA 5 IN BASE AL QUALE L’ARRESTO E’ STATO EFFETTUATO, E QUANTO ALLA PERICOLOSITA’ DEL SOGGETTO, BE’, STEFANO POTEVA DIRSI UN SOGGETTO PERICOLOSO? LA SUA PERSONALITA’ LO PONEVA TRA I SOGGETTI CHE SAREBBE STATO NECESSARIO TOGLIERE DALLA CIRCOLAZIONE, DETENERE IN CARCERE?

 

 

ARMANDA (dal pubblico) – QUINDI?

 

 

FABIO QUINDI, FU COMMESSO UN ABUSO. (pausa) UNO DEI TANTI, AGGIUNGEREI. (pausa) E DI QUESTO DOVREBBERO ESSERE CHIAMATI A RISPONDERE COLORO CHE LO HANNO PERPETRATO.   

 

(pausa)

 

 

ELENA –  I VERBALI DI PERQUISIZIONE E DI ARRESTO VENGONO CHIUSI QUASI CONTEMPORANEAMENTE, TRA LE 22.01 E LE 22.30. MA, ALTRA COSA INQUALIFICABILE, QUELLO DI ARRESTO RECA LA DATA DEL 21.03.2009.

 

 

STEFANO (dal pubblico) – LA DATA DI MARZO?

 

 

FABIO –  GIA’. IL FATTO E’ AVVENUTO IL 21 LUGLIO, MA IL VERBALE PORTA LA DATA DEL 21 MARZO. MISTERI DELL’ARMA…

 

 

CORO (dal pubblico) – AMEN.

 

 

ELENA –  DELL’AVVENUTO ARRESTO VIENE INFORMATO TELEFONICAMENTE IL SOSTITUTO PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI ROVERETO, DR. DE ANGELIS, IL QUALE DISPONE CHE STEFANO VENGA CONDOTTO IN CARCERE.

 

 

EMANUELE (dal pubblico) – POTEVA DECIDERE DIVERSAMENTE, IL MAGISTRATO?

 

 

FABIO –  CERTO, POTEVA DISPORRE CHE STEFANO VENISSE POSTO IN LIBERTA’, AI SENSI DELL’ORMAI FAMOSO COMMA 5. ANZI, AVREBBE DOVUTO DISPORRE IN TAL SENSO. MA NON FU COSI’.

 

 

ELENA –  A STEFANO VIENE CHIESTO – SOSTIENE IL VERBALE DI ARRESTO – SE INTENDA NOMINARE UN DIFENSORE DI FIDUCIA E AVVISARE UN FAMILIARE, MA INSPIEGABILMENTE STEFANO RISPONDE NEGATIVAMENTE A ENTRAMBE LE POSSIBILITA’. COSI’, GLI VIENE ASSEGNATO UN DIFENSORE D’UFFICIO.

 

 

GRAZIELLA (dal pubblico) – STEFANO AVREBBE POTUTO AVVISARE DEL SUO ARRESTO QUALCUNO A CASA, E NON LO HA FATTO? SEMBRA POCO CREDIBILE…

 

 

FABIO –   QUESTA STORIA E’ INFARCITA DI COSE INCREDIBILI… MA ANDIAMO AVANTI. L’AVVOCATO D’UFFICIO, AVVISATO TELEFONICAMENTE, SI DICHIARA DISPONIBILE A INCONTRARE STEFANO LA MATTINA DEL GIORNO SEGUENTE. AI FAMILIARI, SUCCESSIVAMENTE, CONFESSERA’ CANDIDAMENTE CHE QUELLA SERA ERA OCCUPATA AD ACCUDIRE IL PROPRIO FIGLIO, E NON AVEVA TEMPO PER RECARSI AL CARCERE.

 

 

ELENA –  COSI’ STEFANO, ARRESTATO PER SPACCIO IN DISPREGIO DELLE NORME VIGENTI E CONDOTTO IN CARCERE COME UN CRIMINALE RESTA SOLO… SENZA COMUNICARE CON LA SORELLA O UNO DEI FRATELLI, SENZA ASSISTENZA LEGALE… SOLO DI FRONTE A QUESTO SOPRUSO…

 

(pausa)

 

 

 

FABIO –  STEFANO ENTRA IN CARCERE, DICONO I DOCUMENTI UFFICIALI, ALLE ORE 22.35 DEL MEDESIMO GIORNO 21 LUGLIO. MA IL VERBALE DI INGRESSO, REDATTO DAL COORDINATORE DI SORVEGLIANZA PRESENTE NELL’ISTITUTO, RECA LA DATA DEL 7 LUGLIO.

 

 

MASSIMO (dal pubblico) – UN’ALTRA SVISTA DELLE FORZE DELL’ORDINE?

 

 

 

ELENA –  CHIAMIAMOLA COSI’. SEMPRE SECONDO LO STESSO VERBALE, A STEFANO SAREBBE STATO CHIESTO SE INTENDESSE AVVISARE DELLA SUA CARCERAZIONE UN CONGIUNTO O ALTRA PERSONA DI FIDUCIA, MA EGLI AVREBBE RIFIUTATO. 

 

 

FABIO –  TUTTAVIA, IN UN PRIMO COLLOQUIO AVVENUTO TRA I FAMILIARI ACCORSI NELL’ISTITUTO CARCERARIO ALLA NOTIZIA DELLA MORTE DI STEFANO E IL DIRETTORE DELL’ISTITUTO, QUESTI AVREBBE AMMESSO IL CONTRARIO: STEFANO, GIUNTO NEL CARCERE, AVREBBE CHIESTO DI TELEFONARE ALLA SORELLA, MA CIO’ GLI SAREBBE STATO NEGATO, PERCHE’ CONTRARIO ALLA LEGGE…… IL VERBALE, PERO’, ESCLUDE QUESTO DETERMINANTE FATTO. SECONDO I DOCUMENTI UFFICIALI, INFATTI, STEFANO SINO ALL’ULTIMO SI SAREBBE SEMPRE RIFIUTATO DI AVVISARE I FAMILIARI O ANCHE UN CONOSCENTE, UN AMICO.  

 

 

ELENA – INOLTRE, I DOCUMENTI UFFICIALI DIPINGONO UNO STEFANO MOLTO TRANQUILLO, ANZI ALLEGRO.

 

 

STEFANO (dal pubblico) –  C’ERA POCO DI CUI SCHERZARE, MI PARE!

 

 

FABIO –  EPPURE STEFANO AVEVA VOGLIA DI SCHERZARE… Entrano tre personaggi: due personaggi-guardie carcerarie e il personaggio-Stefano.  Il primo personaggio-guardia sta in piedi, il secondo, che si è portato una sedia, vi si accomoda. Il personaggio -Stefano, dinanzi a loro, mima di scherzare, di ridere, mostrando ai due personaggi-guardie la sua mano sinistra, alle dita della quale mancano due falangi.

SEMBRA CHE SCAMBIASSE BATTUTE SPIRITOSE E AUTOIRONICHE SULLA MANCANZA DI DUE FALANGI ALLA SUA MANO SINISTRA, A CAUSA DI UN INCIDENTE SUL LAVORO.

SONO LE ORE 23.15.

 

 

ELENA –  ALLE ORE 00.05 DEL GIORNO 22 LUGLIO, STEFANO E’ UFFICIALMENTE TROVATO MORTO NELLA CELLA N° 5, IMPICCATO ALLA TRAVE CHE SOVRASTA LA PORTA DEL BAGNO CON LA FETTUCCIA DEI PANTALONI DELLA SUA TUTA SPORTIVA.

 

(pausa)

 

 

AMALIA (dal pubblico) – MA, ANCHE AMMETTENDO LA COSIDDETTA VERITA’ UFFICIALE, COME MAI A STEFANO GLI ERA STATA LASCIATA LA TUTA CON IL SUO BRAVO NASTRO DI CHIUSURA?

 

MARINA (dal pubblico) - NON DOVREBBERO SEQUESTRARE OGNI OGGETTO POTENZIALMENTE PERICOLOSO A SE’ E AGLI ALTRI, QUANDO SI VA IN GALERA?

 

 

 FABIO –  E’ UN’ALTRA COSA DI CUI DOVREBBERO RENDERE CONTO. SEMPRE CHE TUTTO SI SIA SVOLTO COME DICONO CHE SI SIA SVOLTO….

MA FACCIAMO UN PASSO INDIETRO.

 

 

ELENA –  COME DETTO, STEFANO SAREBBE ENTRATO IN CARCERE ALLE 22.35 CIRCA. SI PROCEDE QUINDI ALLA SUA PERQUISIZIONE PERSONALE E AL SEQUESTRO DEI SUOI EFFETTI PERSONALI, TRA I QUALI UNA CINTURA DI COLORE BLU CHE SORREGGE I JEANS DA LUI INDOSSATI, I SUOI DOCUMENTI, LA TESSERA BANCOMAT E COSI’ VIA. DOVREBBE FIGURARE ANCHE UN MARSUPIO CONTENENTE IL PORTADOCUMENTI E VARIE ALTRE CARTE, MA DI QUESTO NEL VERBALE NON V’E’ TRACCIA. NE’ SI PARLA DELLE COPIE DEI VERBALI DI PERQUISIZIONE DOMICILIARE E DI ARRESTO, CHE AVREBBERO DOVUTO PER LEGGE ESSERGLI STATE CONSEGNATE.

 

 

ROSANNA (dal pubblico) – QUINDI, I VERBALI CHE SONO STATI DATI AI FAMILIARI DI CABANA… (non finisce la frase)

 

 

FABIO – SONO DELLE FOTOCOPIE! NESSUNO HA MAI VISTO GLI ORIGINALI DEI VERBALI CON LA FIRMA AUTOGRAFA DI STEFANO, NE’ LA DOPPIA COPIA CHE VIENE RILASCIATA ALL’ARRESTATO, ANCH’ESSA CON FIRME AUTENTICHE.

 

 

(pausa)

 

 

ARMANDA (dal pubblico) – E DEI PANTALONI DELLA TUTA, SI PARLA?

 

 

ELENA –  NO. NEPPURE DI ESSI V’E’ TRACCIA NEL VERBALE. NON SI SA COME SIANO STATI INTRODOTTI IN CARCERE, SE QUESTO CAPO DI VESTIARIO SIA STATO PRELEVATO DA LUI PRESSO L’ABITAZIONE DOPO LA PERQUISIZIONE DOMICILIARE, O DAGLI AGENTI.

IN ALTRO VERBALE SI PARLA DI UNA TUTA GINNICA, MA RISULTEREBBERO SOLTANTO I PANTALONI, NON ANCHE LA GIACCA.  IN OGNI CASO, LA TUTA O PARTE DI ESSA NON VIENE TRATTENUTA DAL PERSONALE CARCERARIO, IN TAL MODO LASCIANDO A STEFANO UNO STRUMENTO – IL LACCIO DEI PANTALONI, APPUNTO – POTENZIALMENTE LETALE, NELLE CIRCOSTANZE DATE.

 

 

STEFANO (dal pubblico) – MA CABANA SI SARÀ PURE PORTATO IN GALERA UNA BORSA, CHE SO, QUALCHE ALTRO INDUMENTO…

 

 

FABIO – NO, E QUESTA E’ L’ENNESIMA STRANEZZA. L’UNICA COSA CHE RISULTA IN PIU’ RISPETTO AGLI INDUMENTI CHE STEFANO INDOSSAVA AL MOMENTO DEL SUO FERMO SONO I FAMIGERATI PANTALONI DELLA TUA GINNICA… I QUALI, APPUNTO, NON SI SA DA CHI E COME FURONO INTRODOTTI IN CARCERE.

 

 

ELENA – INSOMMA, PUR SAPENDO DI DOVER PASSARE UN CERTO PERIODO, BREVE O LUNGO CHE FOSSE, SEGREGATO IN CARCERE, STEFANO NON HA CON SE’, NEL MOMENTO DEL SUO INGRESSO NELLA CASA CIRCONDARIALE NE’ UN CAMBIO DI BIANCHERIA INTIMA, NE’ UNO SPAZZOLINO DA DENTI, NE’ UN’ALTRA MAGLIETTA… NULLA. (pausa)

COME SE NON AVESSE AVUTO MODO DI TORNARE A CASA SUA A PRENDERVI IL NECESSARIO PER LA NOTTE E PER I GIORNI SUCCESSIVI…

 

(pausa)

 

 

FABIO –  ALTRO PARTICOLARE INTERESSANTE. NEL MEDESIMO VERBALE SI LEGGE TESTUALMENTE, IN CHIUSURA: DURANTE LE FORMALITA’ DI RITO IL NUOVO GIUNTO FRAPPORTI STEFANO APPARIVA TRANQUILLO TANTO DA SCAMBIARE CON GLI OPERATORI PRESENTI BATTUTE SCHERZOSE. UNA FRASE CHE, IN TALE DOCUMENTO, NON AVEVA RAGION D’ESSERE, PRATICAMENTE IDENTICA A QUELLA CONTENUTA IN ALTRO VERBALE REDATTO DA UN DIVERSO AGENTE.

 

 

EMANUELE (dal pubblico) – DOVEVA SERVIRE PER PARARSI IL SEDERE! SE CABANA ERA COSI’ TRANQUILLO, PERCHE’ NON LASCIARGLI LA TUTA CON TUTTA LA CINTA?

 

 

ELENA –  NO COMMENT. MA SE LE COSE FOSSERO ANDATE DIVERSAMENTE? PROVIAMO, PER IPOTESI ESTREMA, A IMMAGINARE IL SEGUENTE SCENARIO. STEFANO, INCENSURATO, SENZA NIENTE DI COMPROMETTENTE INDOSSO, VIENE ARRESTATO PER SPACCIO DI STUPEFACENTI IN SEGUITO A UNA PRESUNTA PERQUISIZIONE NELLA SUA ABITAZIONE, LE CUI CARATTERISTICHE SONO A DIR POCO SINGOLARI.

 

 

FABIO – AMMESSO E NON CONCESSO CHE STEFANO POSSEDESSE OLTRE UN ETTO FRA HASHISH E MARIJUANA, DATA LA SUA CONDIZIONE DI INCENSURATO AVREBBERO DOVUTO DENUNCIARLO A PIEDE LIBERO. MA CIO’ NON AVVIENE, E STEFANO E’ TRADOTTO IN CARCERE.

 

 

ELENA - AMMETTIAMO TUTTO QUESTO E CHIEDIAMOCI:

POTEVA DAVVERO STEFANO ESSERE COSI’ TRANQUILLO COME CI VOGLIONO FAR CREDERE?

SOLO, SENZA ASSISTENZA ALCUNA E ALLA MERCE’ DEGLI AGENTI, POTEVA DAVVERO SCHERZARE IN CARCERE?

PROVIAMO A IMMAGINARE UN DIVERSO SCENARIO…

 

 

FABIO –  STEFANO GIUNGE IN CARCERE IN PREDA A GRANDE AGITAZIONE.

Entrano i tre personaggi precedenti, e si pongono nella medesima posizione. La sedia era stata lasciata sul posto. Il personaggio-Stefano mima una forte inquietudine, va avanti e indietro, gesticola, si mette le mani tra i capelli, poi le alza al cielo, è agitato, sconvolto.

CHIEDE DI PARLARE CON LA SORELLA. GLIELO NEGANO. TENTA DI RIBELLARSI. LO TRATTENGONO. STEFANO E’ SEMPRE PIU’ INDIGNATO, DISPERATO. GLI AGENTI PROVANO A CALMARLO, MA OTTENGONO L’EFFETTO CONTRARIO. STEFANO NON ACCETTA DI ESSERE CRIMINALIZZATO, DI ESSERE RINCHIUSO. E’ POSSIBILE CHE, IN PRECEDENZA, I CARABINIERI GLI ABBIANO ANCHE PROSPETTATO UN PERIODO DI DETENZIONE NON BREVE. LA SUA VITA SEMBRA COMPROMESSA.

Il personaggio-Stefano porta le mani giunte, si mette quasi in ginocchio, mima la richiesta di vedere sua sorella. I due personaggi-guardie si consultano fra loro, poi entrambi scuotono recisamente il capo, negano la richiesta del personaggio-Stefano.

STEFANO E’ IN PREDA AL PANICO, SI AGITA, FINCHE’….

I tre personaggi rimangono immobili nella loro ultima posizione.

 

(pausa)

 

 

GRAZIELLA  (dal pubblico) – FINCHE’?

 

 

ELENA –  FINCHE’ CROLLA A TERRA. MORTO. FORSE STRONCATO DA UN INFARTO.

Il personaggio-Stefano cade a terra.

 

 

FABIO –  VIENE D’URGENZA CHIAMATO UN MEDICO, IL QUALE TENTA LA RIANIMAZIONE DI STEFANO INIETTANDOGLI UN MEDICINALE IN VENA. MA INVANO.

I tre personaggi mimano la scena. Entra un quarto personaggio, il medico. Al personaggio-Stefano viene fatta una iniezione endovenosa, poi una seconda, ma lui non si muove. I personaggi-guardie sono agitati, si muovono in continuazione.

 

 

 

 

MASSIMO (dal pubblico) – COS’E’ QUESTA STORIA DELLA RIANIMAZIONE?

 

 

ELENA –  SI TRATTA DI UN ALTRO MISTERO DA CHIARIRE.

IN BASE ALLA RELAZIONE SVOLTA DAL MEDICO LEGALE INCARICATO DI EFFETTUARE L’AUTOPSIA SUL CORPO DI STEFANO, IL BRACCIO SINISTRO DI QUEST’ULTIMO PRESENTAVA DUE PICCOLI FORI ALL’ALTEZZA DELLA VENA, DI ORIGINE RECENTE, OSSIA DI NON OLTRE 48 ORE DAL DECESSO. MA STEFANO NON SI ERA SOTTOPOSTO AD ALCUNA ANALISI CLINICA NEL PERIODO PRECEDENTE IL SUO ARRESTO, E LO STESSO MEDICO LEGALE HA ESCLUSO SENZA OMBRA DI DUBBIO CHE EGLI SI SIA POTUTO INIETTARE UN QUALCHE STUPEFACENTE IN VENA. PERTANTO, COME E QUANDO SONO APPARSI QUEI DUE FORI SUL BRACCIO DI STEFANO?

 

 

FABIO –  IN EFFETTI, IL DIRETTORE DEL CARCERE, NELLO SPIEGARE AI FAMILIARI LA POSSIBILE DINAMICA DELLA MORTE DI STEFANO,  AVREBBE DETTO CHE VENNE FATTO UN TENTATIVO DI RIANIMAZIONE, MA SENZA RISULTATO. TUTTAVIA, IN NESSUN VERBALE COMPARE QUESTO NON IRRILEVANTE PARTICOLARE. SIA IL MEDICO RESPONSABILE DELL’IGIENE PUBBLICA DEL DISTRETTO, SIA IL SANITARIO DELLA ASL, CERTIFICANDO L’UNO L’ESITO DELL’ESAME ESTERNO DEL CADAVERE E L’ALTRO L’AVVENUTO DECESSO, HANNO TRASCURATO, NEL LORO RAPPORTO, DI FAR CENNO ALLA POSSIBILE OPERAZIONE DI RIANIMAZIONE.

 

 

ELENA –  SE NON FU UNO DI LORO A INIETTARE UN FARMACO IN VENA A STEFANO NEL TENTATIVO DI RIANIMARLO, CHI LO FECE?

 

 

(pausa)

 

 

 

CLAUDIO (dal pubblico) – E IN QUESTA IPOTESI, DOPO LA MORTE DI CABANA COSA POTREBBE ESSERE SUCCESSO?

 

 

FABIO –  BE’, QUESTO NON E’ DIFFICILE DA IMMAGINARE. PRESI A LORO VOLTA DAL PANICO, GLI AGENTI CARCERARI CONCORDANO DI SIMULARE UN IMPICCAMENTO, E LA FETTUCCIA DEI PANTALONI DELLA TUTA DI STEFANO GLIENE DA’ L’OPPORTUNITA’. Un personaggio-guardia esce dalla scena e vi rientra subito dopo recando con sé i pantaloni di una tuta ginnica, che consegna all’altro personaggio-guardia. Questi sfila il laccio dai pantaloni della tuta e lo stringono attorno al collo del personaggio-Stefano, immobile a terra. Poi sollevano il personaggio-Stefano e lo conducono via. IN FONDO, STEFANO E’ MORTO ACCIDENTALMENTE, MA E’ PIU’ OPPORTUNO CHE SI POSSA CREDERE AL SUICIDIO. GIUSTIFICATO DAL SENSO DI COLPA, MA ANCHE DALL’ASSUNZIONE DI SOSTANZE PSICOTROPE…

 

 

AMALIA (dal pubblico) – PIANO, PIANO! DI QUALI SOSTANZE SI PARLA?

 

 

ELENA –  SI TRATTA DI UN’ALTRA INFORMAZIONE DESUNTA DALLA RELAZIONE DEL MEDICO LEGALE CHE HA EFFETTUATO L’AUTOPSIA, IL QUALE A SUA VOLTA, PER ORDINE DEL MAGISTRATO,  HA INCARICATO UN PERITO TOSSICOLOGO A CUI HA INVIATO CAMPIONI DI SANGUE E URINE, AL FINE DI ACCERTARE SE STEFANO AVESSE ASSUNTO SOSTANZE STUPEFACENTI. SECONDO LE RISULTANTE DI TALE PERIZIA SI SAREBBERO RISCONTRATE MODESTE TRACCE DI THC, IL COMPONENTE RESPONSABILE DELL’EFFETTO STUPEFACENTE DELLA CANNABIS. 

 

 

MARINA (dal pubblico) – IN CHE QUANTITA’?

 

 

FABIO – LA PERIZIA PARLA DI 120 NANOGRAMMI. POICHE’ IL PERITO DILIGENTEMENTE CI INFORMA CHE 1 MILLIGRAMMO CORRISPONDE A 1 MILIONE DI NANOGRAMMI, NE DERIVA CHE RISULTAVANO NEL CORPO DI STEFANO TRACCE DI THC NELLA MISURA DI 0,00012 MILLIGRAMMI.

 

 

ROSANNA (dal pubblico) – TROPPO COMPLICATO! INSOMMA, CORRISPONDE A UNO SPINELLO? A DUE?

 

 

ELENA – BE’, UN “JOINT”, VOLGARMENTE CHIAMATO SPINELLO, CONTIENE IN MEDIA TRA 0,5 E 1 GRAMMO DI MARIJUANA O HASHISH. DICIAMO 1 GRAMMO, TANTO PER NON FARE GLI AVARI. E IN UNO SPINELLO LA CONCENTRAZIONE DI THC PUO’ VARIARE, SECONDO LA QUALITA’ E LA NATURA DELLA CANNABIS, FRA IL 30 E IL 70 PER CENTO. . QUINDI PARLIAMO, MEDIAMENTE, DI 500 MILLIGRAMMI DI THC PRESENTI IN UNO SPINELLO.

 

 

ARMANDA (dal pubblico) – MA ALLORA TUTTI QUEGLI ZERI PRIMA DELLA VIRGOLA TROVATI SU CABANA, SIGNIFICANO CHE…. (non finisce la frase)

 

 

FABIO – CHE STEFANO PUO’ ESSERSI FATTO UN PAIO DI TIRI DI SPINELLO CHISSA’ QUANDO, FORSE UNA SETTIMANA PRIMA, FORSE IN EPOCA ANCORA PIU’ REMOTA. LA PERIZIA PARLA DI MODICA QUANTITA’, MA L’ESPRESSIONE E’ A DIR POCO EUFEMISTICA…

 

 

ELENA – EPPURE, QUESTE MINIME TRACCE FANNO DIRE AL PERITO CHE IL SUICIDIO DI STEFANO POTREBBE SPIEGARSI CON LA SUA INSTABILITA’ EMOTIVA DERIVANTE DALL’ASSUNZIONE DI TALI SOSTANZE.

 

 

STEFANO (dal pubblico) – ADDIRITTURA! NEANCHE FOSSE UN EROINOMANE ALL’ULTIMO STADIO!

 

 

FABIO –  VALE LA PENA DI CITARE QUANTO SCRIVE IL PERITO SUL SUO RAPPORTO: DALL’ANALISI DELLA LETTERATURA MEDICA RISULTA CHE L’ASSUNZIONE DI CANNABIS PUO’ PRODURRE UN’INSTABILITA’ EMOTIVA TALE DA SFOCIARE IN SCONFORTO CON DISTURBI PSICOTICI E MANIE DI PERSECUZIONE. E’ POSSIBILE CHE L’EVENTO CARCERAZIONE ABBIA INDOTTO IN FRAPPORTI STEFANO UN MOMENTO DI PANICO ASSOCIATO AD ANGOSCIA CHE, SUPPORTATO DAGLI EFFETTI PARADOSSI DELLA CANNABIS, ABBIA PORTATO FRAPPORTI STEFANO ALL’AUTO-SOPPRESSIONE MEDIANTE IMPICCAGIONE. E L’HA SCRITTO PURE IN GRASSETTO, CHISSA’ MAI LA DISTRAZIONE…

 

 

 

EMANUELE (dal pubblico) – ECCO QUA! E TI PAREVA! SI SONO COSTRUITI PEZZO A PEZZO LA GIUSTIFICAZIONE DELLA MORTE DI CABANA!

 

 

GRAZIELLA (dal pubblico) – PUZZA DI COSCIENZA SPORCA LONTANO UN CHILOMETRO!

 

 

MASSIMO (dal pubblico) – E…. SE L’AVESSERO SOPPRESSO DI PROPOSITO?

 

 

ELENA –  AH, QUESTIONE BEN DELICATA, QUESTA! NON VOGLIAMO NEMMENO PRENDERLA IN CONSIDERAZIONE…

 

 

FABIO –  MA POTREBBE ESSERVI STATA UNA DINAMICA CHE I GIURISTI CHIAMANO PRETERINTENZIONALE.

Rientrano i tre personaggi che già conosciamo. I due personaggi-guardie sono muniti di manganello.

STEFANO SI RIBELLA, GLI AGENTI CERCANO DI FERMARLO… IN TUTTI I MODI POSSIBILI, ANCHE QUELLI, DICIAMO COSI’, MENO ORTODOSSI…

Il personaggio-Stefano si agita. I due personaggi-guardie lo picchiano ripetutamente con i loro manganelli sulle braccia, sulle gambe e sulla schiena.

FINCHE’ STEFANO CROLLA A TERRA.

Il personaggio-Stefano alla fine cade a terra, rimanendovi immobile.

 

 

ELENA –  TUTTAVIA IL MEDICO LEGALE INCARICATO DELL’AUTOPSIA NON HA RISCONTRATO LESIONI FISICHE SUL CORPO DI STEFANO, OLTRE A QUELLE DERIVANTI DALL’IMPICCAMENTO…

 

 

CLAUDIO (dal pubblico) – CHI FA QUEL MESTIERE SA COME COLPIRE ANCHE DURAMENTE SENZA LASCIARE TRACCIA…

 

 

AMALIA (dal pubblico) – E POI, ABBIAMO SOLO IL REFERTO DEL MEDICO LEGALE…. NESSUN ALTRO HA ASSISTITO ALL’AUTOPSIA!

 

 

FABIO – OVVIAMENTE NON C’E’ ALCUNA PROVA CHE STEFANO ABBIA SUBITO, DICIAMO, UN TRATTAMENTO PARTICOLARMENTE DURO, IN CASERMA E/O IN CARCERE. TUTTAVIA… (pausa) GLI ABITI CHE INDOSSAVA QUELLA SERA – UNA MAGLIETTA, UN PAIO DI JEANS – NON SONO MAI STATI RESTITUITI ALLA FAMIGLIA, NE’ RISULTANO A DISPOSIZIONE DEL MAGISTRATO. INSOMMA, QUEGLI ABITI SI SONO COME VOLATILIZZATI…

 

 

ELENA – VA DETTO CHE ABITUALMENTE, QUANDO SI EFFETTUA UN’AUTOPSIA SUL CORPO DI UNA PERSONA PER ACCERTARE LE CAUSE ED ALTRE CIRCOSTANZE DELLA SUA MORTE, GLI ABITI CHE INDOSSAVA AL MOMENTO DEL DECESSO VENGONO CONSERVATI E, SE NON COSTITUISCONO UNA QUALCHE PROVA INERENTE LA CAUSA DELLA MORTE, VENGONO RESTITUITI AI FAMILIARI DELLA VITTIMA. STAVOLTA NON E’ AVVENUTO.

PERCHE’?

QUESTI ABITI RECAVANO FORSE …(pausa) DELLE TRACCE? DI COSA?

 

 

MARINA (dal pubblico) – E DOVE SONO FINITI? NELLA PATTUMIERA?

 

 

FABIO –  MA E’ MEGLIO NON AVVENTURARCI IN IPOTESI DEL GENERE. DICIAMO CHE, UFFICIALMENTE, STEFANO NON RISULTA AVER SUBITO MALTRATTAMENTI VISIBILI. E CI FERMIAMO QUI.  

 

 

(pausa)

 

 

 

ROSANNA (dal pubblico) – E SE CABANA FOSSE MORTO IN CASERMA, ANZICHE’ IN CARCERE?

A PARTE QUELLO CHE CI DICONO I VERBALI, TUTTO SEMBRA POSSIBILE, A QUESTO PUNTO…

 

 

ELENA – TUTTO SEMBRA POSSIBILE, CERTO. E’ UNO SCENARIO ESTREMO, QUESTO, MA PROVIAMO A SEGUIRE ANCHE TALE IPOTESI.

Sulla scena ritornano i tre personaggi della caserma: i due personaggi-guardie e il personaggio Stefano.

A STEFANO VIENE COMUNICATO UFFICIALMENTE IL SUO ARRESTO CON L’ACCUSA DI SPACCIO. LUI PERO’ NON SI RASSEGNA, SA DI NON MERITARE LA PRIVAZIONE DELLA LIBERTA’, SENTE IL MONDO CROLLARGLI ADDOSSO. E’ DISPERATO, IN PREDA AL PANICO. SI OPPONE….

Il personaggio-Stefano si agita, inveisce contro le guardie che gli fanno vedere il verbale di arresto, non riesce a contenersi. I personaggi-guardia cercano di fermarlo, poi si immobilizzano mentre lo stanno tenendo fermo.

STEFANO CROLLA A TERRA. PERCHE’ IL SUO CUORE NON HA RETTO, OPPURE …. MA QUESTO HA POCA IMPORTANZA, IN FONDO.

Il personaggio-Stefano crolla a terra.

 

 

ARMANDA (dal pubblico) – E POI? COSA POTREBBE ESSERE SUCCESSO?

 

 

FABIO – SEMPRE STANDO A QUESTA IPOTESI ESTREMA, GLI AGENTI SI TROVANO ORA TRA LE MANI UN CADAVERE, IL CHE VUOL DIRE CHE HANNO UN GROSSO PROBLEMA DI FRONTE: CHE FARE? DENUNCIARE LA MORTE IN CASERMA DELL’ARRESTATO FRAPPORTI, SIA PURE PER CAUSE NATURALI, ESPONENDOSI COSI’ AL FONDATO RISCHIO DI ESSERNE RITENUTI IN QUALCHE MODO RESPONSABILI, OPPURE…

 

 

ELENA – …OPPURE TRADURRE, DICIAMO COSI’, STEFANO IN CARCERE, E SIMULARE IL SUO SUICIDIO IN CELLA.

TUTTO SAREBBE, IN TAL MODO, MENO COMPROMETTENTE...

 

 

FABIO – E’ UN’IPOTESI CHE PUO’ SEMBRARE INCREDIBILE, DA PELLICOLA AMERICANA, CERTO. E VORREMMO NON CREDERCI, VORREMMO CHE NON FOSSE ANDATA COSI’, POICHE’ SAREBBE DAVVERO UNA FACCENDA SPORCA…

 

 

(pausa)

   

 

ELENA –  L’ULTIMO DELLA LUNGA SERIE DI MISTERI CHE CIRCONDANO QUESTA MALEDETTA STORIA RIGUARDA LE MODALITA’ DELLA MORTE PER IMPICCAMENTO DI STEFANO.

QUESTI SI SAREBBE TOLTO LA VITA UTILIZZANDO, LO ABBIAMO DETTO, IL LACCIO DEI PANTALONI DELLA SUA TUTA, CHE GLI AGENTI CARCERARI COLPEVOLMENTE GLI AVREBBERO LASCIATO TENERE IN CELLA. SECONDO UNO DEI VERBALI REDATTI NEL CARCERE DOPO LA SUA MORTE, QUESTO LACCIO MISURAVA 80 CENTIMETRI…

Fabio (1° conduttore) prende dal tavolo un laccio di 80 cm. e lo mostra al pubblico.

 

 

STEFANO (dal pubblico) – 80 CENTIMETRI? MA COME E’ POSSIBILE?

 

 

FABIO –  GIA’, COME E’ POSSIBILE? CHIUNQUE PUO’ ACCERTARE CHE IL LACCIO DI UN PAIO DI PANTALONI GINNICI HA UNA LUNGHEZZA NON INFERIORE A 130-140 CENTIMETRI. EPPURE, SUL VERBALE E’ TESTUALMENTE SCRITTO: IL LACCIO MISURA CIRCA 80 CENTIMETRI, SUDDIVISO IN TRE PARTI A SEGUITO DEL TAGLIO DELLO STESSO AVVENUTO PER POTER LIBERARE IL DETENUTO.

 

 

EMANUELE (dal pubblico) – NON SANNO NEMMENO PRENDERE UNA MISURA!

 

 

ELENA –  MA ANCHE SULLA POSIZIONE DEL CORPO DI STEFANO, NON C’E’ LA NECESSARIA CHIAREZZA. IN UN VERBALE, INFATTI, SI LEGGE CHE STEFANO FU TROVATO PRESSO L’ENTRATA DEL BAGNO APPESO CON UN LACCIO INTORNO AL COLLO E L’ALTRA ESTREMITA’ LEGATA AL LUCERNARIO DEL MONTANTE DELLA PORTA STESSA.

 

 

FABIO –  IN ALTRO VERBALE E’ SCRITTO CHE STEFANO ERA APPESO ALLA TRAVE DELLA PORTA DEL BAGNO.

 

 

 

 

GRAZIELLA (dal pubblico) – MA COME AVREBBE FATTO A… INSOMMA AD APPENDERSI A UN TRAVE CON UNA FETTUCCIA COSI’ CORTA?

 

 

 

 

ELENA –  SE DAVVERO LA FETTUCCIA FOSSE STATA DI 80 CENTIMETRI, SAREBBE STATO MATERIALMENTE IMPOSSIBILE. MA CON UNA STRINGA PIU’ LUNGA, DICIAMO DI 130 CENTIMETRI O GIU’ DI LI’, FORSE…

 

 

MASSIMO (dal pubblico) – E POI, LA STRINGA DEI PANTALONI DI UNA TUTA E’ IN GRADO DI REGGERE LO STRAPPO DI UN CORPO UMANO CHE CADE SENZA OPPORRE RESISTENZA?

 

 

FABIO –  BELLA DOMANDA. LA VERSIONE UFFICIALE NON LASCIA ADITO A DUBBI. MA SE IO FOSSI IL MAGISTRATO INCARICATO DELL’INCHIESTA VOLTA AD ACCERTARE LE ESATTE CIRCOSTANZE DELLA MORTE DI STEFANO, BE’, FAREI UNA PROVA. CHISSA’ MAI…   

 

 

(pausa)

 

 

ELENA – DA ULTIMO, LA COMUNICAZIONE AI FAMILIARI DELLA MORTE DI STEFANO, CHE VIENE DATA PER TELEFONO ALLE ORE 10.00 DEL 22 LUGLIO, OSSIA QUASI 10 ORE DOPO LA SUA MORTE.

 

 

CLAUDIO (dal pubblico) –  MAGARI GLI AGENTI ERANO ANDATI A DORMIRE, NEL FRATTEMPO…

 

 

AMALIA (dal pubblico) – OPPURE AVEVANO BISOGNO DI QUELLE ORE PER CONCORDARE I VERBALI, LA VERSIONE DA RENDERE PUBBLICA, INSOMMA PER APPARECCHIARE TUTTO…

 

 

FABIO – (ignorando l’intervento) IL COMANDANTE DELLA CASA CIRCONDARIALE HA SPIEGATO, SUL PROPRIO VERBALE, CHE TALE RITARDO SI DOVETTE ALLE NON POCHE DIFFICOLTA’ PER CONOSCERE I NOMINATIVI E LE EVENTUALI UTENZE DEI FAMILIARI DEL DETENUTO, CHE AVEVA ESPRESSO LA VOLONTA’ DI NON CONTATTARE NESSUNO.

 

 

MARINA (dal pubblico) – MA I CARABINIERI NON GLI AVEVANO SEQUESTRATO IL CELLULARE? E SUL SUO CELLULARE NON C’ERANO I NUMERI TELEFONICI DELLA SORELLA E DEI FRATELLI?

 

 

ELENA  - SI’ C’ERANO. I FAMILIARI LO HANNO CONFERMATO.

 

ROSANNA (dal pubblico) – ALLORA LE GUARDIE CARCERARIE NON POTEVANO FARE UN COLPETTO DI TELEFONO AI CARABINIERI E FARSI DARE I NUMERI TELEFONICI DEI FAMILIARI?

 

 

AMALIA (dal pubblico) – L’HO APPENA DETTO, UNA BELLA SCUSA PER PRENDERE TEMPO E APPARECCHIARE TUTTO…

 

 

(pausa)

 

 

FABIO – SI POTREBBERO AGGIUNGERE MOLTE COSE ANCORA, TANTI PARTICOLARI, ANCHE RACCAPRICCIANTI, SULLA MORTE DI STEFANO. MA NON SIAMO AVVOLTOI GIA’ GLI ULTIMI DETTAGLI CHE ABBIAMO RIPORTATO POSSONO AVER URTATO LA SENSIBILITA’ DEI FAMILIARI DI STEFANO, E CI SCUSIAMO PER QUESTO. TUTTAVIA CREDIAMO CHE SIA STATO NECESSARIO, ALLO SCOPO DI FAR RILEVARE LE INCREDIBILI CONTRADDIZIONI  DELLA VERSIONE UFFICIALE.

 

 

ELENA – NON SERVE INDUGIARE OLTRE SU QUESTA TRAGICA STORIA. ANCHE UN BAMBINO, ORMAI, CAPIREBBE CHE LA COSIDDETTA VERSIONE UFFICIALE FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI, E’ INTRISA, QUESTA SI’, DI MENZOGNE E COLPEVOLI OMISSIONI…

 

 

ARMANDA (dal pubblico) – INSOMMA, GRAN PARTE DEI VERBALI PRESENTA ERRORI VISTOSI O CONTRADDIZIONI O ALTRO. COME E’ POSSIBILE?

 

 

FABIO –  POSSIAMO SOLTANTO FARE UNA SUPPOSIZIONE, CHE NELLE CIRCOSTANZE IN CUI S’E’ SVOLTA QUESTA SPORCA VICENDA NON CI SEMBRA CAMPATA IN ARIA.

 

 

ELENA –  E CIOE’ CHE VI SIA STATA UNA GRAN FRETTA NEL REDIGERE I VARI VERBALI, SIA QUELLI DEI CARABINIERI, SIA QUELLI DEL PERSONALE CARCERARIO. E CON LA FRETTA SI COMMETTONO TANTI ERRORI, COSI’ COME SI APRONO TANTE CONTRADDIZIONI…

 

 

STEFANO (dal pubblico) – PERCHE’ TUTTA QUESTA FRETTA?

 

 

FABIO –  E’ UN’ALTRA DOMANDA CUI VORREMMO CI DESSERO UNA CONVINCENTE RISPOSTA!

 

 

EMANUELE ( dal pubblico) - MA IN DEFINITIVA, COME E’ MORTO CABANA?

 

 

ELENA - NON LO SAPPIAMO. FORSE NON LO SAPREMO MAI.

NON SAPPIAMO SE SI SIA TOLTO LA VITA PER DISPERAZIONE, A CAUSA DELL’INGIUSTIZIA SUBITA.

O PER LA PROFONDA, INCOMPRIMIBILE RABBIA DI ESSERSI LASCIATO INCASTRARE COSI’ DAGLI AGENTI, PER UNA BANALE INFRAZIONE AL CODICE DELLA STRADA.

OPPURE SE SIA STATO INDOTTO A FARLO PER LE MINACCE DI UNA CARCERAZIONE PIU’ O MENO PROLUNGATA E A LUI INTOLLERABILE.

O, INFINE, SE LA SUA MORTE SIA STATA PROVOCATA DA ALTRI, FORTUITAMENTE O MENO.

PERSINO SE LA SUA MORTE SIA DAVVERO AVVENUTA ALL’INTERNO DEL CARCERE, O PRECEDENTEMENTE, IN CASERMA…

 

 

 

 

FABIO - NULLA SAPPIAMO IN MERITO, E FORSE NULLA SAPREMO. MA UNA COSA CI APPARE CHIARA (pausa):

IN QUALUNQUE MODO STEFANO SIA MORTO, DOVUNQUE E IN QUALE MOMENTO DELLA MALEDDETTA GIORNATA CIO’ SIA AVVENUTO, DELLA SUA MORTE SONO RESPONSABILI COLORO CHE LO HANNO PRIVATO DELLA LIBERTA’, COLORO CHE LO HANNO INGIUSTAMENTE ARRESTATO, COLORO CHE GLI HANNO USATO VIOLENZA, PSICOLOGICA O FISICA CHE SIA.

 

 

ELENA - AGLI AVVOCATI INCARICATI DAI FAMILIARI DI FAR LUCE SULLA VICENDA SPETTA L’ARDUO COMPITO DI ACCERTARE  QUALI E QUANTI ABUSI VI SIANO STATI, QUALI E QUANTE VIOLENZE SIANO STATE PERPETRATE AI DANNI DI STEFANO.

 

 

FABIO - A NOI, AMICI E SOLIDALI DI STEFANO, COMPETE IL DOVERE DI EVITARE CHE SU QUESTA TRAGICA STORIA SI STENDA IL VELO DELL’OBLIO, CHE TUTTO TORNI COME PRIMA, COME SE NULLA MAI SIA SUCCESSO.

 

 

ELENA - UN SENTITO RINGRAZIAMENTO VA A TUTTE LE PERSONE – E SONO DAVVERO TANTE – CHE HANNO CONSENTITO LA RAPPRESENTAZIONE DI STASERA. PERSONE CHE SI SONO FIERAMENTE RIFIUTATE DI CREDERE E AL TEMPO STESSO HANNO CREDUTO. NON HANNO VOLUTO CREDERE ALLA “VERITA’” CHE CI E’ STATA IMPOSTA, E CREDONO TENACEMENTE, CONTRO OGNI EVIDENZA, IN UNA SOCIETA’ GIUSTA.

 

 

FABIO – NULLA SAPPIAMO, POCO O NULLA, FORSE, SAPREMO.

LA COSIDDETTA VERSIONE UFFICIALE - O FORSE DOVREMMO DIRE LE MOLTE VERSIONI UFFICIALI – DISEGNA ASSURDE GEOMETRIE VARIABILI, IN CUI TUTTO E’ TEORICAMENTE POSSIBILE, TUTTO PUO’ ESSERE ACCADUTO IN QUELLA MALEDETTA NOTTE DEL 21 LUGLIO (pausa).

E SE ABBIAMO FORZATO, A VOLTE, I POSSIBILI SCENARI, SE ABBIAMO ESTREMIZZATO SINO A GIUNGERE A IPOTESI ASSAI FOSCHE, ASSAI COMPROMETTENTI PER LE FORZE DELL’ORDINE, E’ PROPRIO PERCHE’ QUANTO CI HANNO RACCONTATO NON REGGE, NON HA SENSO.

 

 

ELENA – POCO O NULLA SAPREMO, PROBABILMENTE. IL FATTO NUDO E CRUDO E’ CHE UN COMUNE CITTADINO, CHE MAI HA AVUTO A CHE FARE CON LA GIUSTIZIA, ESCE UNA SERA DI CASA IN BICICLETTA, VIENE ARRESTATO E DOPO QUALCHE ORA MUORE DI MORTE VIOLENTA. LA SUA VITA E’ STATA ASSURDAMENTE STRONCATA, FORSE PER IL POSSESSO DI UN PO’ DI ERBA, FORSE PER UN’INFRAZIONE STRADALE, FORSE PER ERRORE.

 

 

FABIO – PER QUESTO, VOGLIAMO DIRLO FORTE, QUI, STASERA, E IN OGNI ALTRA SEDE DOVE SI MANIFESTERA’ PER STEFANO CABANA…

 

 

GRAZIELLA (dal pubblico, alzandosi in piedi) – NON SI PUO’ MORIRE COSI’!

 

 

 

MASSIMO (dal pubblico, alzandosi in piedi) – NON SI PUO’ MORIRE COSI’!

 

 

 

 

CLAUDIO (dal pubblico, alzandosi in piedi) - NON SI PUO’ MORIRE COSI’!

 

AMALIA (dal pubblico, alzandosi in piedi) – NON SI PUO’ MORIRE COSI’!

 

 

 

 

MARINA (dal pubblico, alzandosi in piedi) – NON SI PUO’ MORIRE COSI’!

 

 

 

 

ROSANNA (dal pubblico, alzandosi in piedi) – NON SI PUO’ MORIRE COSI’!

 

 

 

 

ARMANDA (dal pubblico, alzandosi in piedi) – NON SI PUO’ MORIRE COSI’!

 

 

 

 

STEFANO (dal pubblico, alzandosi in piedi) – NON SI PUO’ MORIRE COSI’!

 

 

 

 

EMANUELE (dal pubblico, alzandosi in piedi) – NON SI PUO’ MORIRE COSI’!

 

 

Poi si uniscono anche i Conduttori.   

 

Parte aggiunta al copione

ELENA –  E CIOE’ CHE VI SIA STATA UNA GRAN FRETTA NEL REDIGERE I VARI VERBALI, SIA QUELLI DEI CARABINIERI, SIA QUELLI DEL PERSONALE CARCERARIO. E CON LA FRETTA SI COMMETTONO TANTI ERRORI, COSI’ COME SI APRONO TANTE CONTRADDIZIONI…

 

 

STEFANO (dal pubblico) – PERCHE’ TUTTA QUESTA FRETTA?

 

 

FABIO –  E’ UN’ALTRA DOMANDA CUI VORREMMO CI DESSERO UNA SOLIDA, CONVINCENTE RISPOSTA!

 

 

STEFANO ( dal pubblico) - MA IN DEFINITIVA, COME E’ MORTO CABANA?

 

 inizio

ELENA - NON LO SAPPIAMO. FORSE NON LO SAPREMO MAI.

NON SAPPIAMO SE SI SIA TOLTO LA VITA PER DISPERAZIONE, A CAUSA DELL’INGIUSTIZIA SUBITA.

O PER LA PROFONDA, INCONTENIBILE RABBIA DI ESSERSI LASCIATO INCASTRARE COSI’ DAGLI AGENTI, PER UNA BANALE INFRAZIONE AL CODICE DELLA STRADA.

OPPURE SE SIA STATO INDOTTO A FARLO PER LE MINACCE DI UNA CARCERAZIONE PIU’ O MENO PROLUNGATA E A LUI INTOLLERABILE.

O, INFINE, SE LA SUA MORTE SIA STATA PROVOCATA DA ALTRI, FORTUITAMENTE O MENO.

PERSINO SE LA SUA MORTE SIA DAVVERO AVVENUTA ALL’INTERNO DEL CARCERE, O PRECEDENTEMENTE, IN CASERMA…

 

 

GRAZIELLA (dal pubblico) – C’E STATA UN’INCHIESTA SULL’ACCADUTO?  

 

 

 

 

FABIO – C’E’ STATA. ERA D’OBBLIGO, DATE LE CIRCOSTANZE. L’INCHIESTA E’ STATA CONDOTTA DALLO STESSO PUBBLICO MINISTERO, DOTTOR DE ANGELIS, CHE A SUO TEMPO CONVALIDO’ L’ARRESTO DI STEFANO.

 

 

MASSIMO (dal pubblico) – SAI CHE OBIETTIVITA’, ALLORA…

 

 

ELENA – IL PUBBLICO MINISTERO NON HA MINIMAMENTE MESSO IN DISCUSSIONE L’OPERATO DEI CARABINIERI, LIMITANDOSI AD ACCERTARE SE NON VI FOSSERO STATE DELLE MANCANZE NEL COMPORTAMENTO DEL PERSONALE CARCERARIO. IN SOSTANZA, L’INCHIESTA SI E’ CONCENTRATA SOLTANTO SUL BREVE PERIODO DI DETENZIONE DI STEFANO, DANDO PER SCONTATA LA LEGITTIMITA’ DEL SUO ARRESTO, COSA CHE NON SORPRENDE, CONSIDERATO CHE IL TITOLARE DELL’INDAGINE E’ IL MEDESIMO SOGGETTO CHE HA CONSENTITO L’ARRESTO DI STEFANO E LA SUA INCARCERAZIONE.   

 

 

CLAUDIO (dal pubblico) – SE NON E’ CONFLITTO D’INTERESSI QUESTO….

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FABIO – NULLA DA ECCEPIRE, DUNQUE, PER IL DOTTOR DE ANGELIS, SUL FERMO DI UN COMUNE CITTADINO INCENSURATO, SU UNA PERQUISIZIONE DAI CONTORNI TANTO AMBIGUI, SULL’ARRESTO DI STEFANO DA PARTE DEGLI AGENTI IN BASE A UN NORMA CHE, INVECE, NON AVREBBE DOVUTO CONSENTIRLO, SULLE OSCURE CIRCOSTANZE DELLA SUA MORTE… TUTTO REGOLARE!

 

 

ELENA – NON SOLO… SECONDO IL MAGISTRATO, NON VI SAREBBE ALCUNA RELAZIONE FRA L’ARRESTO EFFETTUATO DAI CARABINIERI E LA MORTE PER IMPICCAMENTO DI STEFANO!

 

 

 AMALIA (dal pubblico) – SAREBBE A DIRE?

 

 

FABIO – IN SOSTANZA, SECONDO IL DOTTOR DE ANGELIS, ANCHE SE STEFANO NON FOSSE STATO ARRESTATO, AVREBBE COMUNQUE POSTO IN ESSERE QUELLO CHE EGLI DEFINISCE “IL SUO INSANO GESTO” A CASA, O MAGARI IN VACANZA, ANNEGANDOSI IN MEZZO AL MARE, CHE SO, O FACENDOSI PRECIPITARE DA UNA CIMA, O LASCIANDOSI CADERE DALLA BICICLETTA LANCIATA A FOLLE VELOCITA’… LUNGO VIA CAMPAGNOLE, MAGARI… (pausa) INSOMMA, PER IL MAGISTRATO, STEFANO ERA UNO SQUILIBRATO VOTATO AL SUICIDIO, UN TIPO CHE, APPUNTO, SOTTO GLI EFFETTI PARADOSSI DELLA CANNABIS ECCETERA ECCETERA, SI SAREBBE POTUTO TOGLIERE LA VITA IN  QUALSIASI ALTRO MOMENTO….

 

 

MARINA (dal pubblico) – MA QUESTO NON E’ SOLTANTO RIDICOLO, E’ ASSOLUTAMENTE SCANDALOSO!

 

 

ROSANNA (dal pubblico) – SE STEFANO NON FOSSE STATO ARRESTATO, A QUEST’ORA SAREBBE ANCORA IN VITA, ALTRO CHE…! COME FA UN MAGISTRATO A DIRE SIMILI ENORMITA’!?

 

 

 

 

ELENA – STA DI FATTO CHE IL DOTTOR DE ANGELIS HA CHIESTO L’ARCHIVIAZIONE DEL CASO FRAPPORTI, NON RAVVISANDO RESPONSABILITA’ ALCUNA DA PARTE DEL PERSONALE CARCERARIO. E ORA LA PAROLA PASSA AL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI, IL GIP, CHE DOVRA’ DECIDERE SE ORDINARE L’ARCHIVIAZIONE O CHIEDERE UN SUPPLEMENTO DI INDAGINI.

 

 

FABIO – NEL FRATTEMPO, SULLE CIRCOSTANZE DELLA MORTE DI STEFANO RIMANE IL BUIO FITTO, CONDITO DA TANTE CONTRADDIZIONI E OMISSIONI. (pausa) FORSE NULLA SAPREMO, IN MERITO, COME E’ AVVENUTO PER TANTI ALTRI CASI SIMILI. (pausa) MA UNA COSA CI APPARE CHIARA (pausa):

IN QUALUNQUE MODO STEFANO SIA MORTO, DOVUNQUE E IN QUALSIASI MOMENTO DELLA MALEDDETTA GIORNATA CIO’ SIA AVVENUTO, DELLA SUA MORTE SONO RESPONSABILI COLORO CHE LO HANNO PRIVATO DELLA LIBERTA’, COLORO CHE LO HANNO INGIUSTAMENTE ARRESTATO, COLORO CHE GLI HANNO USATO VIOLENZA, PSICOLOGICA O FISICA CHE SIA.

 

 

ELENA - AGLI AVVOCATI INCARICATI DAI FAMILIARI DI FAR LUCE SULLA VICENDA SPETTA L’ARDUO COMPITO DI ACCERTARE  QUALI E QUANTI ABUSI VI SIANO STATI, QUALI E QUANTE VIOLENZE SIANO STATE PERPETRATE AI DANNI DI STEFANO.

 

 

FABIO - A NOI, AMICI E SOLIDALI DI STEFANO, COMPETE IL DOVERE DI EVITARE CHE SU QUESTA TRAGICA STORIA SI STENDA IL VELO DELL’OBLIO, CHE TUTTO TORNI COME PRIMA, COME SE NULLA MAI SIA SUCCESSO.

 

 

 

 

ELENA - UN SENTITO RINGRAZIAMENTO VA A TUTTE LE PERSONE – E SONO DAVVERO TANTE – CHE HANNO CONSENTITO LA RAPPRESENTAZIONE DI STASERA. PERSONE CHE SI SONO FIERAMENTE RIFIUTATE DI CREDERE E AL TEMPO STESSO HANNO CREDUTO. NON HANNO VOLUTO CREDERE ALLA “VERITA’” CHE CI E’ STATA IMPOSTA, E CREDONO TENACEMENTE, CONTRO OGNI EVIDENZA, IN UNA SOCIETA’ GIUSTA.

 

 

 

FABIO – NULLA SAPPIAMO, POCO O NULLA, FORSE, SAPREMO.

LA COSIDDETTA VERSIONE UFFICIALE - O FORSE DOVREMMO DIRE LE MOLTE VERSIONI UFFICIALI – DISEGNA ASSURDE GEOMETRIE VARIABILI, IN CUI TUTTO E’ TEORICAMENTE POSSIBILE, TUTTO PUO’ ESSERE ACCADUTO IN QUELLA MALEDETTA NOTTE DEL 21 LUGLIO (pausa).

E SE ABBIAMO FORZATO, A VOLTE, I POSSIBILI SCENARI, SE ABBIAMO ESTREMIZZATO SINO A GIUNGERE A IPOTESI ASSAI FOSCHE, ASSAI COMPROMETTENTI PER LE FORZE DELL’ORDINE, E’ PROPRIO PERCHE’ QUANTO CI HANNO RACCONTATO NON REGGE, NON HA SENSO.

 fine

 

 

 

 

 

 

 

 

ELENA – POCO O NULLA SAPREMO, PROBABILMENTE. IL FATTO NUDO E CRUDO E’ CHE UN COMUNE CITTADINO, CHE MAI HA AVUTO A CHE FARE CON LA GIUSTIZIA, ESCE UNA SERA DI CASA IN BICICLETTA, VIENE ARRESTATO E DOPO QUALCHE ORA MUORE DI MORTE VIOLENTA. LA SUA VITA E’ STATA ASSURDAMENTE STRONCATA, FORSE PER IL POSSESSO DI UN PO’ DI ERBA, FORSE PER UN’INFRAZIONE STRADALE, FORSE PER ERRORE.

 

 

FABIO – PER QUESTO, VOGLIAMO DIRLO FORTE, QUI, STASERA, E IN OGNI ALTRA SEDE DOVE SI MANIFESTERA’ PER STEFANO CABANA…

 

GRAZIELLA (dal pubblico, alzandosi in piedi) – NON SI PUO’ MORIRE COSI’!

 

 

MASSIMO (dal pubblico, alzandosi in piedi) – NON SI PUO’ MORIRE COSI’!

 

 

 

 

CLAUDIO (dal pubblico, alzandosi in piedi) - NON SI PUO’ MORIRE COSI’!

 

 

AMALIA (dal pubblico, alzandosi in piedi) – NON SI PUO’ MORIRE COSI’!

 

 

 

 

MARINA (dal pubblico, alzandosi in piedi) – NON SI PUO’ MORIRE COSI’!

 

 

 

 

ROSANNA (dal pubblico, alzandosi in piedi) – NON SI PUO’ MORIRE COSI’!

 

 

 

 

ARMANDA (dal pubblico, alzandosi in piedi) – NON SI PUO’ MORIRE COSI’!

 

 

STEFANO (dal pubblico, alzandosi in piedi) – NON SI PUO’ MORIRE COSI’!

 

 

Poi si uniscono anche i Conduttori.   



Home
Mai più
Statuto
6° anniversario sede CABANA
ACAD 800 588605
VERBALI
Testimonianze dei familiari
Copie articoli giornali
Articoli vari
Foto & locandine
Morire di carcere
Rappresentazione Teatrale
Blog
Link
Mappa